Per diverso tempo mi sono riunito con un gruppo di colleghi. Discutevamo e ci confrontavamo sui problemi legati alla nostra professione. Sfruttando l'occasione delle recenti elezioni per il rinnovo del Consiglio dell'Ordine degli Architetti, abbiamo deciso di dare visibilità al nostro gruppo candidandoci. Lo scopo iniziale era quello di creare una coscienza critica nei colleghi e sensibilizzarli affinché si divulgasse la nostra intenzione di generare e sviluppare un progetto associativo finalizzato alla soluzione concreta di problemi professionali. Pertanto l'obiettivo non era tanto la vittoria elettorale quanto invece la ricerca di professionisti che condividessero il nostro progetto.
L'idea iniziale non era del tutto sbagliata, ritenevo però errato il candidarsi per avere voce. Il mezzo più idoneo ed efficace per ricevere consensi al nostro progetto -considerando il budget disponibile pari a zero- sarebbe stato il web, ma passando attraverso il canale istituzionale dedicato alle elezioni avremmo percorso una strada diversa da quella corretta e quindi avremmo rischiato di dare una immagine del nostro progetto sbagliata. Insomma, ritenevo che non era quella l'occasione giusta -queste erano le mie valutazioni durante i nostri incontri di gruppo. Dato però che la regola di base che ci eravamo prefissati -regola non scritta ma sottintesa poiché ritenuta apoteosi della correttezza- era portare avanti l'intenzione della maggioranza, aderii alla candidatura.
Ero cosciente che la corsa alla vittoria sarebbe stata difficilissima (per non dire impossibile) dati i seguenti fondamentali punti:
1- un programma sviluppato per un progetto associativo e non per un Consiglio dell'Ordine (occorreva adesso rivisitarlo e "tradurlo" in chiave elettorale)
2- un turn-over molto alto del team (le risorse "fisse" si contavano in una mano; quelle "mobili" erano in continuo rinnovamento; fu permesso ad elementi "esterni" di uscire ed entrare nel gruppo -nonostante la corsa che stavamo facendo- dandogli anche la possibilità di modificare il corso dei nostri tentativi di pianificazione)
3- mancanza di un leader (chi lo avrebbe dovuto fare non si sentiva tale; chi si proponeva non veniva percepito come tale)
4- mancanza di un pensiero comune data l'assenza di un piano
5- mancanza di una strategia (ho riscontrato che per molti la "strategia" è un concetto difficile da sposare ... mi chiedo come possano riuscire progetti buoni senza!)
6- difficoltà nel lavoro di squadra
7- difficoltà nel riunirci tutti insieme in un unico luogo nello stesso momento
8- mancanza di regole interne di reportistica degli incontri (ognuno scriveva per sé -quei pochi che lo facevano!; pochi prendevano atto dei sunti degli incontri divulgati; la maggior parte erano vaccinati a ricoprire il ruolo di Segretario)
9- mancanza di una agenda (non essendoci un leader né un segretario, i diversi incontri vertevano di frequente sempre sugli stessi aspetti -che venivano poco sviluppati dato che dovevano essere di volta in volta ri-spiegati alle new entries. Invece altri punti, pur importanti, sono stati solo marginalmente affrontati o esclusi del tutto)
10- cambi repentini di programma: "non diciamo più questo ma evidenziamo quest'altro", oppure "ho visto che gli altri hanno fatto così, allora anche noi dobbiamo fare così", oppure anche "mi ha scritto X dicendomi Y, allora dobbiamo integrare i nostri discorsi in risposta a...", oppure ancora "dividiamoci in due gruppi per avere più tempo per parlare quando sarà il momento", ed infine "ci candidiamo davvero per il ruolo, anziché solo per divulgare il nostro pensiero di progetto associativo" (quest'ultimo è uno sbagliatissimo cambio di obiettivo in corsa: sono principalmente queste le cose che fanno fallire i progetti!!!)
Per questi motivi -ed altri- più volte ho pensato di dare forfait convinto che il risultato dei nostri sforzi ci avrebbe regalato un esito esattamente contrario alle intenzioni iniziali. Mi chiedo io stesso perché ho impiegato le mie energie in una cosa in cui non ero del tutto convinto. La risposta è semplice: volevo vedere le difficoltà legate ad un progetto di questo tipo, i problemi che ne sarebbero sorti e soprattutto il risultato che avremmo ottenuto.
Ma ci sono stati anche aspetti positivi! Per esempio la gestione del tempo. Il tempo dei nostri incontri, sempre piuttosto limitato, è stato gestito -ahimè solo verso la fine della nostra corsa- in maniera tale da ripartirlo omogeneamente fra quanti eravamo: 3 minuti di parola a testa. In questo modo abbiamo dato la possibilità a tutti di parlare (anche questo è Time Management!). Piccolo inconveniente: (non essendoci un leader...) nessuno mai voleva rispettare un time out -l'ora di chiusura- per cui quei 10 minuti finali tanto preziosi per fare il super sunto non sono stai mai considerati. Quindi ... di cosa abbiamo parlato? :)
Un altro dato sicuramente positivo fu quello di dare, durante gli incontri di confronto con gli altri candidati, una immagine di gruppo unito: eravamo sempre insieme e solo in rarissime occasioni abbiamo perso gli incontri organizzati dall'Ordine e dedicati alle elezioni. Questo aspetto, non di secondaria importanza, ci permise di essere contattati per valutare una sorta di proposta di "alleanza"-cosa che a mio avviso avremmo dovuto sfruttare.
Da un'esperienza di questo tipo ritengo di aver appreso molto. Ci sono stati tanti fatti che mi hanno aperto gli occhi e la mente su aspetti che prima non avevo mai colto (come si dice ..." buono a sapersi!"). Il tema particolare e le difficoltà riscontrate, sono a mio avviso facilmente gestibili applicando delle basilari regole iniziali. Più gli attori coinvolti conoscono il significato di lavorare in squadra, più sarà semplice creare e rispettare regole (... di buon senso!). Inoltre, il leader ... fondamentale sempre e ovunque! Purtroppo non basta imporsi di rispettare la volontà di tutti per trovare il bene comune come risultante, perché ci saranno sempre delle versioni contrastanti -se pur valide- che freneranno il corso di un progetto. Il leader è colui che tirando le redini fa il punto nave e guida il gruppo verso la giusta direzione. Un gruppo che manca di una guida si scioglie.
Motivi di lavoro mi hanno costretto a non poter più frequentare il gruppo, ma sebbene nessuno di noi sia diventato consigliere, le elezioni sono andate piuttosto bene: alcuni hanno preso anche molti voti!
Di sicuro il gruppo ha avuto la visibilità che cercava ... quindi direi missione riuscita! :)
L'idea iniziale non era del tutto sbagliata, ritenevo però errato il candidarsi per avere voce. Il mezzo più idoneo ed efficace per ricevere consensi al nostro progetto -considerando il budget disponibile pari a zero- sarebbe stato il web, ma passando attraverso il canale istituzionale dedicato alle elezioni avremmo percorso una strada diversa da quella corretta e quindi avremmo rischiato di dare una immagine del nostro progetto sbagliata. Insomma, ritenevo che non era quella l'occasione giusta -queste erano le mie valutazioni durante i nostri incontri di gruppo. Dato però che la regola di base che ci eravamo prefissati -regola non scritta ma sottintesa poiché ritenuta apoteosi della correttezza- era portare avanti l'intenzione della maggioranza, aderii alla candidatura.
Ero cosciente che la corsa alla vittoria sarebbe stata difficilissima (per non dire impossibile) dati i seguenti fondamentali punti:
1- un programma sviluppato per un progetto associativo e non per un Consiglio dell'Ordine (occorreva adesso rivisitarlo e "tradurlo" in chiave elettorale)
2- un turn-over molto alto del team (le risorse "fisse" si contavano in una mano; quelle "mobili" erano in continuo rinnovamento; fu permesso ad elementi "esterni" di uscire ed entrare nel gruppo -nonostante la corsa che stavamo facendo- dandogli anche la possibilità di modificare il corso dei nostri tentativi di pianificazione)
3- mancanza di un leader (chi lo avrebbe dovuto fare non si sentiva tale; chi si proponeva non veniva percepito come tale)
4- mancanza di un pensiero comune data l'assenza di un piano
5- mancanza di una strategia (ho riscontrato che per molti la "strategia" è un concetto difficile da sposare ... mi chiedo come possano riuscire progetti buoni senza!)
6- difficoltà nel lavoro di squadra
7- difficoltà nel riunirci tutti insieme in un unico luogo nello stesso momento
8- mancanza di regole interne di reportistica degli incontri (ognuno scriveva per sé -quei pochi che lo facevano!; pochi prendevano atto dei sunti degli incontri divulgati; la maggior parte erano vaccinati a ricoprire il ruolo di Segretario)
9- mancanza di una agenda (non essendoci un leader né un segretario, i diversi incontri vertevano di frequente sempre sugli stessi aspetti -che venivano poco sviluppati dato che dovevano essere di volta in volta ri-spiegati alle new entries. Invece altri punti, pur importanti, sono stati solo marginalmente affrontati o esclusi del tutto)
10- cambi repentini di programma: "non diciamo più questo ma evidenziamo quest'altro", oppure "ho visto che gli altri hanno fatto così, allora anche noi dobbiamo fare così", oppure anche "mi ha scritto X dicendomi Y, allora dobbiamo integrare i nostri discorsi in risposta a...", oppure ancora "dividiamoci in due gruppi per avere più tempo per parlare quando sarà il momento", ed infine "ci candidiamo davvero per il ruolo, anziché solo per divulgare il nostro pensiero di progetto associativo" (quest'ultimo è uno sbagliatissimo cambio di obiettivo in corsa: sono principalmente queste le cose che fanno fallire i progetti!!!)
Per questi motivi -ed altri- più volte ho pensato di dare forfait convinto che il risultato dei nostri sforzi ci avrebbe regalato un esito esattamente contrario alle intenzioni iniziali. Mi chiedo io stesso perché ho impiegato le mie energie in una cosa in cui non ero del tutto convinto. La risposta è semplice: volevo vedere le difficoltà legate ad un progetto di questo tipo, i problemi che ne sarebbero sorti e soprattutto il risultato che avremmo ottenuto.
Ma ci sono stati anche aspetti positivi! Per esempio la gestione del tempo. Il tempo dei nostri incontri, sempre piuttosto limitato, è stato gestito -ahimè solo verso la fine della nostra corsa- in maniera tale da ripartirlo omogeneamente fra quanti eravamo: 3 minuti di parola a testa. In questo modo abbiamo dato la possibilità a tutti di parlare (anche questo è Time Management!). Piccolo inconveniente: (non essendoci un leader...) nessuno mai voleva rispettare un time out -l'ora di chiusura- per cui quei 10 minuti finali tanto preziosi per fare il super sunto non sono stai mai considerati. Quindi ... di cosa abbiamo parlato? :)
Un altro dato sicuramente positivo fu quello di dare, durante gli incontri di confronto con gli altri candidati, una immagine di gruppo unito: eravamo sempre insieme e solo in rarissime occasioni abbiamo perso gli incontri organizzati dall'Ordine e dedicati alle elezioni. Questo aspetto, non di secondaria importanza, ci permise di essere contattati per valutare una sorta di proposta di "alleanza"-cosa che a mio avviso avremmo dovuto sfruttare.
Da un'esperienza di questo tipo ritengo di aver appreso molto. Ci sono stati tanti fatti che mi hanno aperto gli occhi e la mente su aspetti che prima non avevo mai colto (come si dice ..." buono a sapersi!"). Il tema particolare e le difficoltà riscontrate, sono a mio avviso facilmente gestibili applicando delle basilari regole iniziali. Più gli attori coinvolti conoscono il significato di lavorare in squadra, più sarà semplice creare e rispettare regole (... di buon senso!). Inoltre, il leader ... fondamentale sempre e ovunque! Purtroppo non basta imporsi di rispettare la volontà di tutti per trovare il bene comune come risultante, perché ci saranno sempre delle versioni contrastanti -se pur valide- che freneranno il corso di un progetto. Il leader è colui che tirando le redini fa il punto nave e guida il gruppo verso la giusta direzione. Un gruppo che manca di una guida si scioglie.
Motivi di lavoro mi hanno costretto a non poter più frequentare il gruppo, ma sebbene nessuno di noi sia diventato consigliere, le elezioni sono andate piuttosto bene: alcuni hanno preso anche molti voti!
Di sicuro il gruppo ha avuto la visibilità che cercava ... quindi direi missione riuscita! :)

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