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domenica 10 marzo 2013

Stasi politica = blocco del mercato?

Gli elettori in Italia sono da poco stati chiamati alle urne. I risultati hanno abbastanza spiazzato!
All'orizzonte ci sono tanti scenari e la gente ha ancora più timore che questa situazione continui a ripercuotersi sulle nostre tasche.

Se dovessi dire la mia da cittadino un post non basterebbe, un intero libro non potrei scriverlo per mancanza di tempo ed un dibattito -fosse anche al circolo rionale- non voglio affrontarlo perché finirebbe con mani e paroloni per l'aria.
Mi limito solo ad esprimere un pensiero veloce che risponde alla domanda: lo stato dell'attuale politica, può davvero ulteriormente compromettere il mercato nazionale?
Anzi....non mi permetto di formulare una risposta ma lascio al lettore una sua riflessione.

La crisi ci sta stringendo all'angolo da ormai diversi anni. Lavoravo a Bologna nel 2007 nel campo delle costruzioni e si parlava nei bar di come l'edilizia stava andando. Si diceva "èh...si sta fermando tutto...non ci sono più ordini...il settore è fermo e si porta dietro tutta la filiera"...etc etc
Ma era crisi politica o crisi dei mercati?

Indubbiamente scelte politiche possono influire sul mercato, ma sono davvero tali scelte che ne compromettono l'andamento?

Se la crisi non ci fosse stata per niente, le grandi aziende non avrebbero ugualmente spostato le loro produzioni verso paesi meno costosi? E ancora, non avrebbero comunque cercato di allargare i propri mercati all'estero?



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